Water Footprint

L’impronta idrica, o Water Footprint, è il parametro che misura la quantità di acqua dolce consumata da un individuo, da un gruppo di persone o da un’industria (per produrre beni o servizi).
Considera inoltre l’acqua evaporata o inquinata, che comunque non potrà più essere utilizzata in un altro processo (ad esempio l’acqua consumata per lavare un indumento, o per allevare e produrre un kg di carne, bovina…).

Quest’argomento è ESSENZIALE nell’ambito della cosiddetta sostenibilità. Non è così semplice e immediato, suppone conoscenze di economia, ecologia, sociologia antropologica.

L’impronta non definisce solo una cartina geograficamente esplicita dei consumi, ma in modo più accurato e preciso ne segue tutti i passaggi e le trasformazioni, perché non tutti i prodotti vengono consumati nel loro paese di origine.
E’ proprio il commercio internazionale che definisce una visione dettagliata del flusso globale di Acqua Virtuale, evidenziandone il consumo nei diversi settori produttivi mondiali (settore domestico, industriale e agricolo). 

Sono tre le tipologie di impronta idrica: 

  • Verde, data dalle precipitazioni atmosferiche ed utilizzata dalle piante. 
  • Blu, acqua ad uso umano, proveniente da laghi, bacini idrici o dal sottosuolo. 
  • Grigia, misura dell’inquinamento, indica l’acqua utilizzata per assorbire e smaltire le sostanze tossiche ed inquinanti generate dall’uomo.

Il consumo idrico è legato indissolubilmente alla sostenibilità ambientale e all’aumento della popolazione planetaria. Anche a causa del surriscaldamento globale avremo sempre maggiori stress idrici e occorrerà fin da subito evitare gli sprechi e dare maggior consapevolezza ai consumatori. 

Solamente il 2,5% delle risorse idriche mondiali è a disposizione per il consumo umano. Di queste, l’85% viene utilizzato in agricoltura: occorre cambiare la visione e l’approccio delle nuove generazioni su un tema così importante, attraverso un regime produttivo a basso impatto ambientale. 

Ecco i dati sull’impronta idrica degli alimenti forniti dalla piattaforma internazionale Water Footprint Network, relativi all’allevamento e alla coltivazione tradizionale in suolo:

  • Pomodori: 214 litri/Kg
  • Lattuga: 237 litri/Kg
  • Arance: 560 litri/Kg
  • Banane: 790 litri/Kg
  • Mele: 822 litri/Kg
  • Pane: 1.608 litri/Kg
  • Pasta: 1.849 litri/Kg
  • Formaggi: 3.178 litri/Kg
  • Pollo: 4.325 litri/Kg
  • Carne bovina: 15.415 litri/Kg
  • Cioccolato: 17.196 litri/Kg
  • Fragole: 280 litri/Kg

Hortopro porta un cambio di prospettiva attraverso innovazione ed idroponica. E’ importante rimarcare che la produzione degli ortaggi in tecnica FUORISUOLO utilizza acqua a ciclo chiuso, riducendo del 90% i consumi e gli sprechi.

Non dimentichiamo che nelle classifiche mondiali l’Italia ha un triste primato nei consumi, con 6.300 lt al giorno a persona, superata solamente da Spagna e Canada.

Cambiare modo di fare agricoltura, con una gestione responsabile delle nuove tecnologie, curando la manutenzione della rete idrica e riducendo l’inquinamento idrico con un utilizzo sostenibile dell’acqua, è un primo step operativo importante.

Nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, questi punti sono l’obbiettivo per garantire l’accesso a servizi igienico-sanitari e all’acqua pulita a tutti gli esseri viventi.

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